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Demeter è una setta?

La domanda ricorre spesso, soprattutto per le radici antroposofiche e per i preparati insoliti. La risposta oggettiva è no, ma la domanda ha ragioni comprensibili.

Di che cosa si tratta?

«Demeter è una setta?» o «La biodinamica è esoterica?» sono ricerche frequenti e spunti di conversazione comuni attorno alla certificazione Demeter. Toccano un fatto reale: l’agricoltura biodinamica ha radici antroposofiche. Rudolf Steiner, fondatore del metodo, era esoterista, teosofo e antroposofo, e il Corso di agricoltura (1924) lavora con concetti come «forze cosmiche», «forze formative» e «corpi astrali», che nelle scienze naturali non hanno posto.

Questo solleva domande tra consumatori, tra scienziati e a volte nelle aziende in conversione.

Che cosa caratterizza una setta, e che cosa Demeter non è

Nella sociologia della religione le sette si distinguono tipicamente per diverse caratteristiche: una guida carismatica, una visione del mondo chiusa che rivendica la verità, una netta separazione tra interno ed esterno, controllo sociale sui membri, dipendenza economica o personale e spesso un elemento escatologico (attesa della fine dei tempi, promesse di salvezza).

Demeter non ha nessuna di queste caratteristiche. Demeter è un’associazione basata sulla certificazione: ne diventa membro chi conduce un’azienda secondo il disciplinare Demeter e lo dimostra con controlli regolari. Non c’è alcun esame di fede, nessuna dottrina di salvezza legata a una persona, nessuna visione del mondo chiusa come requisito d’ingresso. Le aziende Demeter sono liberamente inserite nella vita familiare, professionale e sociale; i membri lasciano l’associazione quando la certificazione non fa più per loro, senza conseguenze sociali o economiche.

Le associazioni Demeter nazionali sono associazioni o cooperative registrate secondo il diritto del rispettivo paese. A livello internazionale sono riunite nella Biodynamic Federation Demeter International.

Perché la domanda sembra comunque legittima

Tre aspetti rendono comprensibile la domanda.

Primo, le radici antroposofiche. Steiner era una figura eccentrica con una vasta opera religiosa ed esoterica. Chi arriva alla biodinamica dall’antroposofia attraversa un edificio di pensiero di impronta teosofica, che agli esterni appare estraneo.

Secondo, i preparati. Letame bovino interrato in un corno, parassiti bruciati sotto determinate costellazioni, una giornata di lavoro pianificata secondo un calendario delle costellazioni: visti da fuori, e con gli occhi della scienza, non hanno nulla a che fare con l’agronomia moderna. Chi lo sente per la prima volta ha tutto il diritto di rimanere perplesso.

Terzo, il linguaggio interno. «Forze vitali», «organismo agricolo», «ritmi cosmici»: il linguaggio interno della biodinamica riprende il vocabolario di Steiner. Questo crea identità verso l’interno e distanza verso l’esterno.

Questi tre aspetti spiegano la domanda. Ma non fanno di Demeter una setta; ne fanno una tradizione metodologicamente autonoma con un vocabolario particolare.

Come lo vivono le aziende biodinamiche

Nelle aziende si nota di solito un pragmatismo sobrio. Le agricoltrici e gli agricoltori Demeter non passano il tempo con l’esoterismo antroposofico, ma con le colture, l’allevamento, la commercializzazione e l’amministrazione. I preparati si usano come strumenti: chi dinamizza regolarmente il cornoletame ragiona per stagioni, non per costellazioni. Pochi leggono l’opera originale di Steiner; si leggono Wistinghausen, Stappung e il disciplinare Demeter.

Ai margini dell’ambiente ci sono persone che coltivano intensamente il vocabolario antroposofico; è la libera scelta di singoli, non uno standard dell’associazione. La grande maggioranza delle aziende Demeter è pluralista sul piano religioso e ideologico quanto il resto dell’agricoltura.

Che cosa dice la scienza

Il metodo biodinamico è oggetto di studio delle scienze agrarie da decenni (vedi Biodinamica e scienza). La prova comparativa più nota è la prova DOK del FiBL in Svizzera (dal 1978), che confronta direttamente coltivazione convenzionale, biologica e biodinamica. Risultati: i suoli coltivati in biodinamica mostrano i contenuti di humus più alti, l’attività biologica più elevata e, per molti parametri, la struttura migliore. L’effetto dei preparati in sé, come componente singola, è più difficile da isolare; studi recenti sul microbioma riportano effetti la cui portata è discussa.

Gli effetti scientificamente accertati dei singoli preparati sulle piante sono scarsi. Gli effetti del metodo biodinamico come sistema complessivo sono solidi. Chi tiene distinte le due cose ha una posizione articolata, non settaria.

Per chi resta scettico

Nessuno è obbligato a coltivare in biodinamica, a comprare prodotti biodinamici o a condividere i concetti di Steiner. Alla domanda «È una setta?» si può rispondere con calma di no, e dire allo stesso tempo: «Trovo i preparati metodologicamente discutibili, preferisco comprare Bioland». Entrambe le posizioni sono legittime.

Questo glossario tratta il metodo biodinamico in modo descrittivo: che cos’è la dottrina, come si applica, che cosa dice la ricerca. La questione della fede personale nei concetti di fondo la lascia ai lettori.

Glossario biodinamico