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Quarzo

Il quarzo (cristallo di rocca) è la materia minerale del cornosilice (501). Finemente macinato offre una grande superficie attiva rispetto alla luce, la base del preparato biodinamico della luce.

Che cos’è il quarzo in biodinamica?

Il quarzo è la materia minerale del cornosilice (preparato 501). Chimicamente il quarzo è biossido di silicio (SiO₂), il composto chimico più diffuso della crosta terrestre. Allo stato puro lascia passare la luce senza ostacoli, è duro e insolubile in acqua. Il cristallo di rocca è la forma limpida, ben cristallizzata e trasparente del quarzo. Nella pratica biodinamica il quarzo viene macinato fine come farina, impastato con acqua piovana, messo in un corno di vacca e interrato durante l’estate.

In biodinamica la silice rappresenta l’elemento luce: il polo opposto del calcio legato al suolo e del cornoletame 500, legato alla terra. Macinandolo fine si ottiene una superficie molto grande e attiva rispetto alla luce; secondo la concezione biodinamica, su di essa si basa il ruolo del quarzo come portatore dei processi di luce e maturazione.

La silice in natura, nelle piante e negli esseri viventi

Sebbene il quarzo sia duro e insolubile, la silice si trova ovunque abbiano un ruolo processi di luce. Nel mondo vegetale si manifesta nell’alto contenuto di silice delle graminacee e soprattutto dell’equiseto, oltre che nei pappi silicei dei semi di tarassaco. Nel corpo animale e umano si trova nella pelle, negli occhi e nei nervi, cioè proprio negli organi di senso rivolti alla luce. Nel suolo la silice si trova come sostanza di sostegno (granelli di sabbia), nell’argilla come silicato di alluminio e in forma colloidale, assorbibile dalle piante; è presente perfino nell’atmosfera, finemente dispersa.

Steiner collegava la silice alla capacità di accogliere e trasmettere la luce; come componente degli organi di senso, diceva, ne rivela il rapporto con la luce. Questa osservazione è lo sfondo dell’idea di ricavare dal quarzo il «preparato della luce» cornosilice: dinamizzato per un’ora in acqua e spruzzato sulla pianta, deve trasmettere gli effetti di luce trasformati dai processi estivi nel suolo e favorire e ordinare il metabolismo della pianta.

Lavorare il quarzo per il preparato

Per il cornosilice si usa un materiale con oltre il 98 per cento di silice: cristallo di rocca, quarzite, agata, selce o feldspato potassico (ortoclasio). Il materiale viene frantumato grossolanamente, macinato in un mortaio e lavorato su un setaccio e una lastra di vetro finché non diventa fine come farina; più è fine, maggiore è la superficie attiva. Nel Corso di agricoltura Steiner parlava di «quarzo o silice, o anche ortoclasio, feldspato, macinati fino a farina». Poco dopo Pasqua questa farina viene impastata con acqua piovana fino a ottenere una pasta appena scorrevole, messa nel corno, interrata tra Pasqua e Pentecoste ed esposta alle forze del sole per tutta l’estate; viene dissotterrata tra fine settembre e inizio ottobre. I dettagli sono nella voce cornosilice 501.

Inquadramento

Per una presentazione seria conta un punto: testi divulgativi descrivono talvolta il quarzo come «memoria di informazioni», «vibrazioni» o «energie». È un prestito dall’esoterismo e una confusione con il ruolo dei quarzi tecnici in orologi, strumenti ottici e informatica, dove i cristalli di quarzo servono davvero a produrre oscillazioni precise. Questa idea di «memoria di informazioni» non vale per il preparato biodinamico e qui non viene affatto sostenuta. L’interpretazione biodinamica si limita alla silice come portatrice dell’elemento luce; è un concetto di Steiner, non un meccanismo fisico. Oggettivamente corretto e indiscusso è soltanto che il quarzo è trasparente, duro, chimicamente molto stabile e uno dei minerali più diffusi della crosta terrestre.

Domande frequenti sul quarzo

A che cosa serve il quarzo in biodinamica?

Come materia per il cornosilice (501): macinato fine, impastato con acqua piovana, trasformato in terra in un corno di vacca durante l’estate e spruzzato al mattino sulle piante come preparato della luce.

Il cristallo di rocca è la stessa cosa del quarzo?

Il cristallo di rocca è la forma limpida e cristallina del quarzo. Per il preparato il quarzo viene comunque macinato fino a farina; anche quarzite, agata, selce o ortoclasio vanno bene come materiale ricco di silice.

Perché proprio la silice come «preparato della luce»?

Perché in natura la silice compare dove la luce ha un ruolo: negli organi di senso di animali e persone e nelle parti delle piante legate alla luce. In biodinamica è quindi considerata portatrice dell’elemento luce e polo opposto del cornoletame, legato alla terra.

Il quarzo immagazzina «informazioni» o «energia»?

No. Questa idea viene dall’esoterismo e non fa parte della pratica biodinamica. In biodinamica il quarzo è semplicemente il portatore dell’elemento luce; le oscillazioni del quarzo usate nella tecnica (orologi, elettronica) sono tutt’altra cosa.

Glossario biodinamico