Cow Pat Pit (CPP)
Il Cow Pat Pit è un preparato collettivo di letame bovino e preparati da cumulo messo a punto da Peter Proctor nel 1985: uno sviluppo indiano del canone biodinamico. Viene spesso confuso con il preparato di Maria Thun: simile nella struttura, diverso nell’origine.
Che cos’è il Cow Pat Pit?
Il Cow Pat Pit (CPP) è un preparato collettivo a base di letame bovino, nel quale vengono incorporati i sei preparati da cumulo dal 502 al 507. Fermenta per diversi mesi in una fossa poco profonda e viene distribuito in acqua su grandi superfici. Lo ha messo a punto il pioniere neozelandese e indiano Peter Proctor negli anni Ottanta, in origine per diffondere la pratica biodinamica in India, dove serviva una forma dei preparati da cumulo utilizzabile su larga scala e in acqua.
Il CPP viene talvolta confuso con il preparato di Maria Thun: entrambi partono dalla fatta di vacca, entrambi contengono i sei preparati da cumulo, entrambi si distribuiscono invece di essere incorporati nel cumulo. Per origine, ricetta e campo d’impiego, però, differiscono.
Origine e contesto
Proctor sviluppò il CPP in continuità con il lavoro di Maria Thun sul preparato di letame, che conobbe nei suoi corsi in India. L’adattamento fu pragmatico: le aziende indiane non avevano l’inventario Demeter degli involucri e spesso nemmeno un ciclo di materie compostabile nella logica mitteleuropea, ma avevano letame bovino in abbondanza. Proctor ridusse la ricetta, spostò la fermentazione in una fossa aperta anziché in un fusto e riorientò il preparato perché venisse distribuito soprattutto come spruzzatura in acqua, su ettari e non solo come impulso per il cumulo.
Il CPP divenne così lo strumento biodinamico portante del movimento sudasiatico. In Europa non si è affermato: qui domina il preparato di Maria Thun (fermentazione in fusto, conforme a Demeter, radicato nella scuola mitteleuropea).
Preparazione
In una fossa profonda circa 30 centimetri, delimitata da assi o legname, si deposita letame bovino fresco; le quantità variano da scuola a scuola. Si incorporano calcio da gusci d’uovo e polvere di basalto. Dopo una o due settimane i sei preparati da cumulo dal 502 al 507 vengono inseriti in piccoli fori, con una spruzzatura di valeriana al di sopra. La fossa viene coperta con un po’ di terra e lasciata a sé per diversi mesi.
La sostanza finita è scura, friabile e di odore terroso. In quantità di circa 100 grammi per ettaro viene dinamizzata in acqua e distribuita, come il cornoletame.
Uso ed effetto
Il CPP è inteso come vivificazione del terreno e delle piante. A differenza del cornoletame, al quale si attribuisce un’azione in profondità che costruisce il suolo, il CPP è nella tradizione Proctor più esteso e più impulsivo: un avvio rapido per la biologia del terreno, soprattutto su superfici esaurite o appena entrate in conversione. Si applica nella fase di crescita, spesso in coppia con il cornoletame.
Nella pratica biodinamica indiana il CPP è per volume il preparato più importante in assoluto. In Europa centrale viene impiegato solo sporadicamente, per lo più da aziende legate all’India o formate da Proctor.
Differenza dal preparato di Maria Thun
Il preparato di Maria Thun (1958) fermenta per diverse settimane in un fusto con coperchio di legno e contiene anch’esso i sei preparati da cumulo, ma ricetta e concezione stanno altrove: Thun lo intende come avviatore del suolo in senso stretto, utilizzabile anche su superfici piccole, e riconosciuto negli ambienti Demeter.
Il Cow Pat Pit è la variante in fossa aperta, impostata più in grande, pensata anzitutto come spruzzatura sugli appezzamenti e sviluppata fuori dal canone Demeter classico. Entrambi i preparati hanno la loro ragione; vengono spesso confusi perché entrambi lavorano a partire dall’impulso della fatta di vacca.
Il suo posto nella biodinamica
Il CPP fa parte della tradizione biodinamica ma non del canone classico di Steiner (500-508). È uno sviluppo nello spirito del metodo, documentato con chiarezza nel procedimento e sperimentato nella pratica sudasiatica.