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Organismo agricolo

L’ideale dell’agricoltura biodinamica: l’azienda intesa come un organismo vivente che produce da sé ciò di cui ha bisogno.

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Che cos’è l’organismo agricolo?

L’organismo agricolo è l’ideale centrale dell’agricoltura biodinamica, l’idea da cui derivano tutte le altre. L’idea di base: un’azienda agricola non è un insieme di campi, animali e macchine, ma si intende come un unico organismo vivente, paragonabile a un essere vivente le cui membra (suolo, piante, animali, persone) lavorano insieme e si sostengono a vicenda.

Ne deriva l’obiettivo di un ciclo aziendale in gran parte chiuso: un’azienda sana produce da sé, per quanto possibile, ciò di cui ha bisogno (foraggio, letame, sementi) invece di comprarlo. Ciò che entra e ciò che esce devono essere in equilibrio. Il disciplinare Demeter ne fa un programma: l’agricoltura biodinamica vuole «sviluppare le aziende come organismi agricoli individuali» e a questo scopo organizza «un’interazione fra uomo, animale, pianta e suolo, tenendo conto delle caratteristiche del luogo, fino agli influssi cosmici».

Origine: l’immagine dell’individualità in Steiner

L’immagine risale direttamente a Rudolf Steiner. Nella seconda conferenza del Corso di agricoltura (10 giugno 1924) formulò l’idea che segna ancora il metodo:

«Un’azienda agricola realizza la sua essenza nel senso migliore della parola quando può essere concepita come una sorta di individualità in sé, un’individualità davvero chiusa in sé.»

Steiner aggiungeva che ogni azienda deve almeno avvicinarsi a questo stato; non può mai raggiungerlo del tutto. E ne traeva una conclusione notevole: ciò che si compra dall’esterno come concime e simili andrebbe, «in un’azienda idealmente concepita, già visto come un rimedio per un’azienda che si è ammalata». Un’azienda sana dovrebbe poter produrre da sé ciò di cui ha bisogno. In questa immagine comprare non è vietato, ma è segno che all’organismo manca qualcosa.

Il ruolo degli animali

Nella visione biodinamica gli animali, soprattutto i ruminanti, sono un membro indispensabile dell’organismo agricolo, non come ramo produttivo ma come organo. Utilizzano i prati che l’uomo non può mangiare, danno cibo e soprattutto il letame che chiude il ciclo dei nutrienti. Il disciplinare Demeter afferma che la capacità dei ruminanti «di utilizzare i prati e di dare, oltre ad alimenti di alta qualità, un letame prezioso» è «irrinunciabile nell’agricoltura moderna».

Steiner andava oltre: nel letame animale c’è ancora «la disposizione dell’Io»; il letame della propria stalla porta forze di cui l’azienda ha bisogno per regolarsi da sé. Un’azienda senza animali propri deve quindi portare questa funzione in altro modo: con la cooperazione con allevatori o con letame acquistato e trattato in modo biodinamico. Per le aziende orticole oltre una certa dimensione, il disciplinare Demeter chiede un carico minimo di bestiame o misure di compensazione equivalenti.

Il ciclo chiuso nella pratica

Come si avvicina un’azienda all’ideale? Con più misure che si incastrano: una rotazione varia con leguminose che fissano l’azoto; un compostaggio aziendale che trasforma residui colturali e letame in humus; colture adatte al luogo; e i preparati biodinamici, che vivificano suolo e compost. Gli acquisti di foraggio e concime si riducono il più possibile. Il risultato non è l’autarchia fine a se stessa, ma un’azienda che rinnova la sua fertilità dall’interno invece di procurarsela dall’esterno.

Organismo agricolo e preparati

I preparati biodinamici sono strettamente legati a questo ideale. Nikolai Fuchs li chiama «rimedi costituzionali per l’individualità agricola»: non combattono singoli sintomi, rafforzano l’organismo nel suo insieme. Il cornoletame 500 dà al suolo struttura e vitalità, il cornosilice 501 porta luce e maturazione, i preparati da cumulo ordinano la decomposizione; insieme devono «mettere e tenere in moto l’intera azienda». L’organismo agricolo è, per così dire, il paziente, e i preparati sono i suoi ricostituenti.

In contesto

L’organismo agricolo del tutto chiuso è un ideale difficilmente raggiungibile al cento per cento nella pratica, come Steiner sapeva già. Specializzazione, superfici limitate e vincoli economici pongono dei limiti. Nella realtà le aziende si avvicinano all’immagine in misura diversa, spesso con la cooperazione fra aziende. Come ideale, però, il concetto segna tutta la pianificazione biodinamica e distingue in modo fondamentale il metodo da un’agricoltura che tratta la fertilità come una merce da comprare. È anche una delle idee della biodinamica che si collegano più facilmente ad altre: l’idea del ciclo coincide in gran parte con i concetti moderni di agricoltura rigenerativa e circolare.

L’azienda come organismo

Sopra l’azienda agiscono il sole e i pianeti, sotto la silice e il calcare della roccia. In mezzo si chiude un ciclo che i preparati rafforzano.

MuccaLetameSuoloForaggio
Il ciclo foraggio-letame

Nel cumulo di compost

achillea, camomilla, ortica, corteccia di quercia, tarassaco, valeriana

In campo

cornoletame, cornosilice e l’equiseto

La pianta sta a testa in giù

Il modello dell’azienda è l’essere umano con i suoi tre sistemi. Nella pianta appaiono capovolti: ciò che in noi è la testa, in lei è la radice.

  1. Costruzione · sonno
    Pianta
    Fiore: formare sostanze
    Essere umano
    Metabolismo e arti
  2. Respiro · diaframma
    Pianta
    Foglia: assimilazione, con l’aria vicina al suolo e lo strato superficiale
    Essere umano
    Sistema ritmico
  3. Demolizione · veglia
    Pianta
    Radice: formare sali
    Essere umano
    Nervi e sensi

Nella pianta la linfa grezza sale e la linfa elaborata scende.

Come una persona, l’azienda ha più livelli: il suo suolo e i suoi animali, la rotazione e il paesaggio, il suo sapere e la sua storia. Così diventa un’individualità propria.

Fonti

Elaborato da l’infografica n. 1 di Lebendige Erde (1/2019), n. 7 (1/2020), n. 15 (3/2021).

Domande frequenti sull’organismo agricolo

Che cosa significa organismo agricolo, in parole semplici?

L’azienda è pensata come un unico organismo vivente: suolo, piante, animali e persone sono collegati, e l’azienda deve produrre da sé, per quanto possibile, i suoi bisogni di base (foraggio, letame, sementi) invece di comprarli.

Perché gli animali sono importanti per l’organismo agricolo?

I ruminanti utilizzano i prati e danno il letame che chiude il ciclo dei nutrienti dell’azienda. Senza animali manca un organo centrale, che va sostituito in altro modo.

Ogni azienda biodinamica deve tenere animali?

Non necessariamente propri, ma gli animali devono far parte del quadro: con allevamento proprio, cooperazione o letame preparato acquistato. Per le aziende orticole oltre una certa dimensione, Demeter chiede un carico minimo di bestiame.

Chi ha coniato il concetto di organismo agricolo?

L’immagine risale a Rudolf Steiner e al Corso di agricoltura del 1924, in cui descrisse l’azienda come un’«individualità chiusa in sé».

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